Da oltre cinque secoli la nostra comunità coltiva il valore della carità, trasformando la solidarietà in opere concrete a sostegno dei più fragili e mantenendo viva una tradizione di cura e impegno condiviso.
Nel 1500 nasce a Rivarolo il Monte di Pietà, inizialmente poco influente nella vita del paese. A ridargli forza è Frate Sisto Locatelli, che riunisce in un unico organismo le Confraternite del SS. Sacramento, della Beata Vergine Maria e di San Giuseppe.
Il 25 marzo 1512, durante una solenne cerimonia nella chiesa di Santa Maria Annunciata, vengono approvati i Capitoli del nuovo Monte di Pietà, poi confermati dal Papa nel 1548. Nello stesso anno Vespasiano Gonzaga assume il governo del territorio e, nel 1553, riforma l’istituzione rendendola più solida e trasparente, con un tasso d’interesse del 5% destinato alle spese di gestione. L’attività si svolgeva nell’ala destra del palazzo comunale, sede del Consorzio di Carità, accanto alla Frumentaria, che prestava grano ai contadini in difficoltà. Tutte queste opere pie, insieme alle confraternite, erano dedicate all’aiuto degli indigenti, al sostegno del clero e al mantenimento delle spese di culto.
Nel Seicento, Isabella Gonzaga di Novellara e suo figlio Scipione riorganizzano le istituzioni di beneficenza, che vengono arricchite da numerosi lasciti e donazioni di benefattori locali.
Tra i più noti:
Frate Sisto Locatelli è ricordato come “Illuminato Fondatore”, morto in odore di santità. Nonostante le dominazioni di austriaci e francesi, il Monte di Pietà e le opere di carità sopravvissero, mantenendo vivo nel tempo il valore della solidarietà e del servizio alla comunità.
In tempi difficili, numerosi benefattori rivarolesi destinarono i propri beni al sostegno della povera gente ammalata, come riportato nella “Memorie Patrie” del Dottor Bonifacio Maria Bologni (1820).
Lunedì 25 Maggio 1885, alle ore 5 pomeridiane, nell’area della casa in via Fontana al n°6, donata dal fu Parroco Don Giuseppe Balleri, si poneva la prima pietra dell’ospedale.
L’opera fu costruita con fondi raccolti dal comitato promotore e in armonia con la Congregazione di Carità di cui il 4 maggio 1884 si era richiesta la collaborazione. Presidente della Congregazione e Sindaco era il Cav. Giuseppe Badalotti.
Nel marzo 1886, ultimata la costruzione, l’Ospedale poteva ospitare otto e anche dodici (in caso di bisogno) degenti divisi in due reparti per sesso. Il 6 giugno 1886 il Consiglio Comunale di Rivarolo Fuori chiede alle autorità superiori il riconoscimento di Ente morale dell’Ospedale Civile di Rivarolo Fuori che si regge con le rendite dei pii lasciti Cippelletti, Agosta, Ferri, Bologni, Scaglioni e Bozzetti. Il riconoscimento viene accordato con Regio Decreto del 20 febbraio 1887 che approva anche lo Statuto. Il documento porta la firma di Umberto I e Depretis. L’arciprete di Rivarolo Fuori Mons. De Carli, tramite Suor Colombari Superiora della Fondazione “Soragna Vidoni” di San Giovanni in Croce, nel 1886 chiede alle Figlie della Carità della Provincia Religiosa di Torino, tre suore per l’Ospedale Civile di Rivarolo Fuori. Le Suore di S. Vincenzo giungono il settembre delle stesso anno: la Superiora Suor Garnier Virginia, è affiancata da Suor Cravero Maria e da Suor Giannoni Caterina. Le religiose profusero nell’Ospedale la loro opera con dedizione e competenza fino al 1984. Tra le ultime suore presenti va ricordata Suor Giovanna Pischetta , anima buona e onnipresente con decisa e apprezzata competenza. Il 6 agosto 1893 con Regio Decreto si approva lo statuto organico della Congregazione di Carità di Rivarolo Fuori (Mantova) a scopo della erogazione delle rendite dei vari istituti di beneficenza amministrati dalla Congregazione predetta a senso a modi indicati nello statuto indicato. Il documento porta la firma di Umberto I e G. Giolitti.
Nel 1917 cessa l’attività del Monte di Pietà e col tempo anche tutte le altre istituzioni lasciano il posto all’ENTE MORALE (Opera Pia Ospedale Civile) con Decreto Reale nel 1935. Nell’Ospedale, diretto dal Dottor Luigi Galetti, ampliato per ospitare più degenti, era presente anche il reparto di Maternità.
Nel 1965, con decreto del Medico Provinciale di Mantova, la struttura diventa “Infermeria per Malati cronici” e nel 1970 “Ente Ospedaliero” a seguito di decreto del Presidente della Repubblica.
Nel 1973 il Presidente della Giunta Regionale della Lombardia revoca il decreto di Ente Ospedaliero perché di fatto mancavano i requisiti e l’attività è riservata essenzialmente all’assistenza degli anziani. In questi anni viene messa in opera una importante ristrutturazione, con la costruzione di una nuova ala, donata dalla Sig:ra Enrichetta Motta Tosi in memoria del marito Comm. Cesare Tosi, personaggio di rilievo nel mondo della sartoria italiana.
I nuovi spazi permettono così una gestione più consona alle moderne attività assistenziali rivolte alle persone anziane. L’ edificio è stato progettato dall’architetto Cesare Donini e costruito dall’impresa edile Mario Pognani di Marcaria, che comprende anche la chiesetta dedicata a S. Pietro. Presidente del Consiglio Amministrativo della Casa di Riposo era il Maestro Aristide Mazza. Con l’aumento del numero degli ospiti e con la necessità di adeguare la struttura alle normative emanate dalla Regione Lombardia, negli anni novanta si impongono nuove ristrutturazioni all’edificio.
Nel 2003 viene sciolto l’E.C.A. (Ente Comunale di Assistenza) e con il 1° gennaio 2004 la Casa di Riposo viene trasformata in FONDAZIONE PRIVATA, gestita da un Collegio di Amministrazione formato da cinque Consiglieri, dei quali quattro nominati dal Sindaco di Rivarolo Mantovano e uno dal Parroco di Santa Maria Annunciata di Rivarolo Mantovano.
Domenica 4 Settembre 2016 Madre Teresa di Calcutta è stata proclamata Santa. Nel Maggio 1982, la madre dei poveri, giunse a Rivarolo Mantovano per ricevere il premio “Torri Merlate”, istituito dal commendator Emilio Regonaschi. Durante la visita, fece tappa anche presso la casa di riposo e gli ospiti ebbero l’onore di salutarla e di stringerle la mano. “Imparate a riconoscere i poveri anche tra di voi, che ve ne sono ancora molti – disse madre Teresa ringraziando – Sappiate essere per loro portatori di quell’amore grande che Dio ha per noi ogni giorno. Nel mondo – proseguì – non esiste solo la fame fisica, c’è anche ben viva la fame d’amore. Pregate per la povera gente che è ovunque, da Roma a New York”.